Eugen Guido Lammer, Plaisir

Alpinista austriaco (Rosenburg 1863, Vienna 1945), fu uno dei pionieri dei “senza guida” alla fine del XIX secolo. Scrisse un famoso libro, Fontana di Giovinezza, pubblicato negli anni ‘20 del XX secolo (in Italia nel 1932-33 in due volumi per L’Eroica di Milano, ripubblicato nel 1998 da Vivalda nella collana dei Licheni). Una sorta di autobiografia alpinistica e testamento filosofico. Lotta con l’alpe, sfida del pericolo e della morte per rimanere fedeli al proprio credo e al proprio stile. Fece grande scalpore all’epoca proprio per questa filosofia che ne stava alla base. Se lo sommiamo al periodo che diede i natali a Nazismo e Fascismo, possiamo intuire il clima tra le due guerre mondiali che portò tanti giovani arrampicatori a immolarsi per la sfida con l’alpe.

Leggiamo alcuni passaggi di Fontana di Giovinezza: “Tu sei crudele e vuoi recare dolore, però da uomo superiore lo fai solo a te stesso. Questo è il senso della tua aspra ascesa alpina. Tu ti inebrii nel godimento della tua resistenza d’acciaio e della tua forza di volontà, la quale proprio nel dolore si erige sempre più trionfante.” Rifiutando l’aiuto delle guide, rifiutava qualsiasi aiuto esterno che potesse affievolire la propria esperienza, fino a rendersi la vita più complicata pur di non ripercorrere il passo delle guide che lo precedevano (leggetevi il libro!).

Immancabili i suggerimenti per allenarsi e prepararsi alle ascensioni. Astenersi perditempo… anzi, astenersi! “Secondo le mie esperienze, quando si voglia riprendere la gagliardia alpina nel senso più stretto dopo un lungo periodo di rammollimento cittadino, si riesce ottimamente passando per questi stadi: anzitutto una marcia prolungata deve ridare la resistenza alle gambe, ai polmoni e al cuore. A noi bastò un vagabondaggio notturno da Visp a St. Nikolaus (circa 20km; NdR), in cui abituammo contemporaneamente la nostra pelle nuda ai panni greggi contadineschi, una vera penitenza. Quindi bisogna mutare la pelle caucasica sul viso, sul collo, sulle mani con quella dalla nobile patina rossorame o brunoruggine delle razze esotiche: a questo scopo passeggiammo sul Theodulo e per alterare con la massima rapidità e profondità la nostra pelle, restammo per un giorno intero sul nevaio incandescente a raccogliere scarafaggi, ragni, mosche e farfalle che vi si trovano a milioni, da mandare a Vienna per l’esame scientifico. Nel letto si concede all’epidermide un giorno di tempo per disseccarsi e staccarsi tra cocenti dolori e poi si passa ad un’arrampicata di medio allenamento.”

Ebbene, che ne pensate? Meglio qualcosa di più piacevole? Con notevole ironia, esiste una via in Val Chiavenna che si chiama Fontana di Giovinezza, attrezzata in puro stile plaisir: uno bello scherzo per il nostro superuomo Eugen Guido!

In un giorno nuvoloso di luglio, per non buttare al vento una giornata destinata ad altri lidi ma bloccata da nuvole e pioggia imminente, ci siamo diretti alla Chiesa di S. Andrea al Mot sopra l’abitato di Era. In pochi minuti di cammino si arriva alla base delle placche, divise da una tranquilla cascata: tre vie plaisir vi aspettano con attrezzatura moderna e supersicura. Discesa breve per sentiero (doppie possibili ma per il sentiero è molto più veloce e sicuro) e il signor Lammer è servito!

Nota: passate al Camping Acquafraggia a Piuro e acquistate la guida del Lisignoli “Valchiavenna Rock Climbing”, oltre ad avere le relazioni di tanti bei posti, aiuterete il Guido nella meritevole attività di attrezzatura di tante vie.

Le relazioni di due vie percorse alle Placche e’ disponibile a questo link

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