Pensieri & Parole

Aforismi e citazioni dell’universo verticale

 

 

Anatoli Boukreev

Ogni montagna diversa dalle altre, ognuna una vita diversa che hai vissuto. Arrivi in cima dopo aver rinunciato a tutto quello che credevi necessario alla sopravvivenza e ti trovi solo con la tua anima. In quel vuoto puoi esaminare, in un’ottica diversa, te stesso e tutti i rapporti e gli oggetti che fanno parte del mondo normale.

Franco Brevini

“Da un punto di vista strettamente utilitaristico […] e’ evidente che l’alpinismo e’ un fenomeno del tutto inspiegabile. Ma viene allora da domandarsi perché sia nato e perché continui ad attirare migliaia di persone. una prova in più, se ancora ce ne fosse bisogno, di come le motivazioni utilitaristiche non esauriscano lue esigenze umane” (Alfabeto verticale)

[…] e’ forse il caso di rettificare la diffusa convinzione per cui l’alpinismo sia nato con la prima ascensione al Monte Bianco promossa da De Saussure. Le motivazioni che spingevano gli uomini del Settecento salire sulle montagne erano di tipo quasi esclusivamente scientifico: si avventuravano sulle vette per tentare di risolvere l’enigma della nascita della Terra. La salita al Bianco del 1786 e’ certamente importante, ma con essa inizia, non l’alpinismo, ma l’esplorazione d’alta quota. Per l’alpinismo bisognerà attendere ancora qualche anno, anche se per il suo debutto non disponiamo di una data tanto simboli a ed esemplare come la scalata di Paccard e di Balmat. L’alpinismo implica infatti un atteggiamento più gratuito e sportivo, sganciato da altre motivazioni, che si afferma quando gli uomini si rendono conto che sulle vette ci si può spingere per il solo piacere di farlo: un piacere fondato sulla conquista di ambienti naturali grandiosi e pericolosi (Alfabeto verticale)

Enrico Capanni & Giuseppe Cederna

La montagna è una febbre che ti prende da giovane e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i tuoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoistiche e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo. Nonostante tutto alpinisti si resta, e da alpinisti, fino all’ultimo, si continua ad osservare le montagne con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto. Perfino alla morte di un compagno, anche dopo una ragionevole scelta di abbandono dettata dal buon senso o dalla necessità, il cuore resta imprigionato nella passione originaria, esclusiva, come un amore dell’adolescenza mai del tutto consumato, un dolce rimpianto che fa male fino alla fine. L’attaccamento alle pareti non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione. Si misura con la passione. Questo è il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede. Quella fiammella che gli alpinisti si portano dentro cercando di non scottarsi troppo. (Quota 283)

Renato Casarotto

Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.

Emilio Comici

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.

Erri De Luca

Non so cos’è per un prigioniero il giorno di fine pena, cos’è per un malato l’arrivo dell’alba, cos’è per uno scrittore l’ultima parola del suo libro, ma deve somigliare alla cima, la promessa mantenuta al ragazzino che strepita in ognuno di noi. (Sulla traccia di Nives)

Quassù dove tutto è più difficile i nostri gesti portano più peso, la generosità è stupefacente, l’egoismo è più meschino. Possiamo coprirci quanto ci pare, la montagna ci scopre. Siamo più nudi che a valle. (Sulla traccia di Nives)

Per me scalare ha il valore aggiunto di servire a niente. Nella grande officina quotidiana degli sforzi dedicati a un vantaggio, a un tornaconto, scalare è finalmente affrancato dal dovere di essere utile. Disobbedisce alla legge di mercato che prevede contropartite all’investimento, al rischio. Scalare è solo “àskesis”, che traduciamo ascesi, ma che in greco non aveva niente di spirituale, era invece esercizio, pratica. E’ gratis, con quel poco di grazia che uno cerca nei propri atti. (Sulla traccia di Nives)

La bellezza sta a contrappeso dello sforzo e lo riscatta. (Sulla traccia di Nives)

Giusto Gervasutti

Nel pomeriggio del giorno seguente, ultimata la preparazione del sacco esco per le vie della città per dar aria alla mia eccitazione. Quasi automaticamente salgo al monte dei Cappuccini. Sento il richiamo del vento lontano che rende più trasparente il tramonto, colorando di verde l’orizzonte. Sopra il Gran Paradiso due nuvolette riflettono ancora l’ultimo sole. Sotto di me la città sta accendendo le prime luci. L’idea dell’azione vicina suscita in me strane sensazioni e contrastanti pensieri. Provo una grande commiserazione per i piccoli uomini, che penano rinchiusi nel recinto sociale che sono riusciti a costruirsi contro il libero cielo e che non sanno e non sentono ciò che io sono e sento in questo momento. Ieri ero come loro, tra qualche giorno ritornerò come loro. Ma oggi, oggi sono un prigioniero che ha ritrovato la sua libertà. Domani sarò un gran signore che comanderà alla vita e alla morte, alle stelle e agli elementi.

Andrea Gobetti

La Valle s’è fermata prima che l’arrampicata voltasse la schiena alla poesia della montagna estremizzando le necessità della sicurezza sociale e diventasse insolente nei confronti della roccia. (Aria di Valtellina)

Devi imparare ad arrampicare generosamente in Valle, mi disse uno dei profeti di queste rocce, devi dare tutto sugli appigli e uscire felice, convinto di quanto è bello spendere. (Aria di Valtellina)

Wolfang Gullich

Nell’arrampicata il muscolo piu’ forte e’ il nostro cervello.

Lynn Hill

L’arrampicata non è tanto raggiungere la cima, ma piuttosto tutto quello che sta nel mezzo.

Hans Kammerlander

Per arrivare in vetta alle montagne più alte bisogna sempre essere disposti ad affrontare alcuni rischi ! Il vero rischio sta nell’abituarsi al pericolo, sbagliando nel valutarlo.

Andy Kirkpatrick

La vita in parete è semplice: non c’è spazio per le domande, solo per l’azione. Una salita può richiedere molti giorni, anche settimane, e ricondurre la tua complicata vita alla semplicità dell’Età della Pietra: mangiare, cagare e rimanere vivo. (Psycho Vertical)

Leggere delle salite, delle persone che le avevano compiute e i frammenti di storie che le riguardavano e poi scalarle io stesso per davvero creava la vibrazione fisica e celebrale che rendeva la scalata unica. Senza questi fattori, l’arrampicata non era nulla più che tirarsi su. Non fui mai un grande climber, ma avevo la passione ed ero entusiasta in modo imbarazzante. (Psycho Vertical)

La sera è il momento migliore in parete. La salita è finita per quel giorno. Le ferite possono essere leccate e il cibo trangugiato. Domani è troppo lontano per prenderlo in considerazione. C’è solo il sollievo del momento presente. La valorizzazione del singolo momento è uno degli aspetti migliori dell’arrampicata, qualcosa che trovo manchi nella vita normale, con le sue infinite preoccupazioni. Su una parete non ci sono pensieri di risparmi, promozioni e pensioni. Il tuo futuro si estende tanto lontano quanto i due chiodi luccicanti della sosta successiva. (Psycho Vertical)

La gente mi chiede spesso cosa si fa quando non si ha minimamente il controllo della situazione in cui ci si trova. L’unica risposta è che il modo in cui reagisci di fronte alla mancanza di controllo, è spesso il primo passo per riprendere il controllo. (Psycho Vertical)

Jon Krakauer

[…] tentare di scalare l’Everest è un atto irrazionale di per sé, un trionfo del desiderio sul buonsenso. Chiunque prenda in seria considerazione questa idea si colloca quasi per definizione al di fuori della possibilità di una valutazione razionale. (Aria sottile)

Quando raggiunsi la ventina, l’alpinismo era diventato il centro focale della mia esistenza e aveva escluso ogni altro interesse. Raggiungere la vetta di una montagna era un’esperienza tangibile, immutabile, concreta. I rischi insiti in questa attività le conferivano una serietà di intenti che era dolorosamente latitante nel resto della mia vita. Ero eccitato dalla prospettiva inedita che scaturisce dal capovolgimento del piano ordinario dell’esistenza. (Aria sottile)

Nelle scalate, la fiducia che si ripone nei compagni non è un fattore di poco conto perché le azioni di uno scalatore possono influire sul benessere di tutta la squadra […]. Quindi non c’è da sorprendersi se gli scalatori di solito siano molto restii a unire le loro forze a quelle di persone delle quali non conoscono l’esperienza. (Aria sottile)

Linda aveva finito per accettare la mia passione per la montagna, rendendosi conto che era una parte cruciale, benché sconcertante, della mia natura. (Aria sottile)

Arrampicare somigliava alla vita, solo che era più ricco di luci e ombre. (Aria sottile)

Simone Moro

Ogni uomo ha il suo Everest da raggiungere, ma non basta sognarlo per raggiungerlo…. per questo vi auguro di trovare la forza e la motivazione per mettersi in cammino.

Tita Piaz

Si va in montagna per essere liberi, per scuotersi dalle spalle tutte le catene che la convivenza sociale impone, per non inciampare ogni due passi in imposizioni e proibizioni. Si va in montagna anche per sottrarsi a norme ammuffite, per sbizzarrirsi un buona volta e immagazzinare nuove energie.

Andre’ Roch

Anche gli esperti muoiono sotto le valanghe, perché le valanghe non sanno che sei esperto.

Paolo Rumiz

…come sempre, perdersi è utile. (La leggenda dei monti naviganti)

Strano che dei ricordi di tante salite siano rimaste solo le notti. Come se il sogno, il presagio, la febbre della vigilia, fossero stati più importanti dell’arrampicata. Come se la notte, e solo la notte, fossero in grado di svelare la magia di quelle montagne. (La leggenda dei monti naviganti)

Jean Salem

Scegli la strada in salita, è quella che ti porterà alla felicità.