Spigolo Nord-Ovest della Presolana Occidentale

Alpi Orobie – Pizzo della Presolana Occidentale

E. Castiglioni, V. Bramani, V. Gilberti (1930)

Spigolo Nord-Ovest, 240m, 7 tiri, D (VI o V/A0)

 

Commento generale .

icona    ACCESSO

Da Colere raggiungere la stazione di partenza degli impianti sciistici e parcheggiare. Da qui esistono due possibilità per raggiungere l’attacco. La prima consiste nel seguire la strada che in breve diviene il sentiero n. 403 e che sale attraverso boschi al rifugio Albani. Poco prima di raggiungere il rifugio s’incontrano il vecchio rifugio e le vecchie baracche dei minatori. Qui si stacca una traccia che sale, inizialmente senza percorso obbligato, in direzione del Passo di Polzone dove si trova l’attacco (prestare attenzione ad un breve tratto attrezzato in stato di abbandono). La seconda possibilità, per certi versi molto più comoda consiste nell’utilizzare i due tronconi della seggiovia e raggiungere il rifugio Cima Bianca (2070 Mt.). Da qui si segue il sentiero n. 311 sino al rifugio Albani da dove una breve traccia piana permette di portarsi in direzione della parete nord e quindi al sentierino attrezzato che conduce all’attacco. In corrispondenza dell’intaglio dove si trova l’attacco c’è una nuova sosta su spit attrezzata per la calata.

icona   ATTREZZATURA

attrezzatura??

icona  DISCESA

La discesa avviene mediante delle calate in doppia. Dallo spuntone di sosta scendere assicurandosi per circa 10-15 metri lungo un terreno semplice ma pieno di sassi instabili sino a raggiungere una sosta attrezzata. Tutte le doppie seguono il filo dello spigolo (comunque il percorso da seguire durante le calate è segnato con dei bolli rossi).

1a. doppia: circa 35 Mt. dalla S7 alla S6 – in caso ci si cali su una singola corda da 60Mt. prestare attenzione in prossimità della S6 per via della lunghezza della corda.

2a. doppia: circa 50-55 Mt. dalla S6 alla S3;

3a. doppia: circa 55 Mt. spostandosi molto a sinistra raggiungendo un pulpitino sempre sul filo dello spigolo;

4a. doppia: circa 40 Mt. sino a raggiungere l’attacco della via;

5a. doppia: circa 20 Mt. raggiungendo il ghiaione alla base della parete nord.

Da qui percorrere a ritroso il sentiero dell’avvicinamento..

icona  VIA

Vedere lo schizzo e le seguenti note.

1° tiro: Ignorando i chiodi ben visibili dall’intaglio (via “Via col Vento”) spostarsi a destra, uscendo sul versante della Val Zurio. Obliquando a destra, sempre cercando il facile, si giunge alla sosta, a ridosso della parete su di un piccolo terrazzino (2 chiodi). 50 Mt., III+, III, 5 chiodi (ignorare la sosta intermedia – due chiodi vicini circa a metà della lunghezza).

2° tiro: Tiro molto lungo. Salire a destra della sosta seguendo l’intaglio (chiodo) che si abbatte poco dopo fino ad arrivare ad una grande nicchia. Allargandosi nuovamente a destra si raggiunge la base di un diedro verticale molto aperto (chiodo visibile). Qui salire sino a raggiungere la sosta che si trova in corrispondenza di un fessura che diventa canale. (2 chiodi collegati tra di loro da un lungo cordone). 55 Mt., IV+, III+, IV; 6 chiodi (presenti 2 soste intermedie).

3° tiro: Risalire il canale a sinistra sino ad una sosta che si ignora, traversando poi qualche metro a sinistra su stretta ma facile cengia erbosa fino ad un grande e comodo pulpito sul filo dello spigolo (sosta attrezzata per la calata, in comune con “Via col Vento”). 20 Mt., IV, III, I; 3 chiodi.

4° tiro: Uscire a sinistra in piena esposizione. Ignorare perciò il chiodo subito sopra la sosta a destra, di “Via Col Vento”. Risalire l’aerea paretina sempre su buone prese e raggiungere poi un ripiano poco sopra, leggermente a destra sul filo dello spigolo. Proseguire ora lungo il filo dello spigolo sino a quando è possibile ritornare a sinistra. Dopo circa 3-4 metri verticali si trova la sosta (4 chiodi da collegare). 20 Mt., IV, VI oppure V e A0, IV; 4 chiodi, 1 spit, 1 clessidra.

5° tiro: Lunghezza impegnativa. Dalla sosta salire, traversando a sinistra, lungo una placca sino a raggiungere un grosso buco. Alzarsi e traversare a destra con difficoltà sostenuta e continua (tratto molto chiodato) Risalire poi lungo una spaccatura di roccia grigia (friend incastrato) dove si trovano, uno sopra l’altro, due chiodi da collegare. Sosta scomoda. 30 Mt., V+ oppure V e A0, IV+, 9 chiodi (presenti altri chiodi e cordoni per le numerose varianti in artificiale presenti). E’ possibile proseguire concatenando il tiro successivo, così da sostare più comodamente.

6° tiro: Proseguire lungo la spaccatura, aggirando un grosso masso incastrato sopra la sosta, indifferentemente a sinistra o a destra (primo chiodo in alto a dx abbastanza distante dalla sosta ed un altro più a destra di un metro). Rimanendo sotto al tetto, uscire a destra su placca meno ripida, dove si trova la sosta. Spit con anello di calata. 15 Mt., V, IV, 2 chiodi.

7° tiro: Salire lungo diedro sino al tetto successivo che si traversa verso destra. Qui la difficoltà si abbatte notevolmente, in corrispondenza di un largo ed instabile diedro, che si risale ritornando sul filo dello spigolo, dove si trova un grosso spuntone con dei cordini. Attenzione a non smuovere sassi nell’attrezzare la calata. 40 Mt., IV, III+, III, 2 chiodi.

Da qui sarebbe possibile continuare sino a raggiungere dapprima il cengione Bendotti e poi la vetta della Presolana Occidentale. Tuttavia, quasi tutte le cordate interrompono qui la salita e scendono

Nota: la relazione è riferita a una ripetizione del Luglio 2017. A cura di Liuk e Fede

schizzo Rossi-Tomasi
Avvicinamento allo Spigolo