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	<title>Varie Archives - ilgiardinetto47</title>
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	<description>La storia e le esperienze di un gruppo di inguaribili innamorati della montagna</description>
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		<title>Ettore Castiglioni, lo Scalatore e il Partigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2021 02:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilgiardinetto47.it/ettore-castiglioni-lo-scalatore-e-il-partigiano/">Ettore Castiglioni, lo Scalatore e il Partigiano</a> proviene da <a href="https://www.ilgiardinetto47.it">ilgiardinetto47</a>.</p>
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			<p>Scorrendo l&#8217;elenco delle vie salite dai &#8220;giardinieri&#8221; realizzo che non ce n&#8217;e&#8217; neanche una di Ettore Castiglioni. Evidentemente siamo (ancora) troppo scarsi per aver osato affrontare qualcuna delle molte e celebri vie che Castiglioni ha disseminato lungo l&#8217;arco alpino, tra le quali la Sud della Marmolada (1000m, VI, con Vinatzer), la Sud-Est della Pala Canali (800m, VI, con il fidato Detassis) o ancora la Nord del Pizzo Badile (750m, V, con Bramani). Tutta roba aperta negli anni trenta, con l&#8217;attrezzatura degli anni trenta, ma in grado di ingaggiare ancora oggi alpinisti di livello. Tanto per riassumere in poche righe quanto Castiglioni fosse forte come alpinista.</p>
<p>Ma perché, qualcuno si chiederà, dedicare un post alla figura di Ettore Castiglioni, di cui nessuno di noi ha scalato neanche una via?</p>
<p>Perché siamo stati contattati dal professor Paolo Vita &#8211; viaggiatore, docente di Scienze Umane, amante della cultura e della libertà e residente a Ruffre&#8217;-Mendola, Val di Non, terra natale del grande scalatore &#8211; impegnato a tenere viva la memoria del Castiglioni &#8220;privato&#8221;: scrittore e intellettuale, partigiano, Giusto dell&#8217;Umanità e più in generale lottatore per la Libertà.</p>
<p>Tra le varie iniziative del prof. Vita, che includono anche la mostra itinerante di una targa commemorativa nei luoghi significativi della vita di Castiglioni, abbiamo il piacere di condividere il video seguente, che in sintesi ricorda l&#8217;importanza della Memoria e della lotta per la propria Libertà, di cui Ettore Castiglioni e&#8217; tutt&#8217;ora testimone vivo.</p>

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			<p>Qualche risorsa sull&#8217;interessante figura di Ettore Castiglioni:</p>
<ul>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Castiglioni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wikipedia</a></li>
<li><a href="https://www.saliinvetta.com/culture-e-tradizioni/2926-ettore-castiglioni-signore-dell-alpinismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ettore Castiglioni, Signore dell&#8217;Alpinismo</a></li>
<li><a href="https://www.rainews.it/tgr/trento/video/2019/08/tnt-ettore-castiglioni-alpinismo-giusto-nazioni-dolomiti-6db401ab-7a29-4b94-9481-47c9f0f11e39.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RAInews</a></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><!-- /wp:post-content --></div><p>L'articolo <a href="https://www.ilgiardinetto47.it/ettore-castiglioni-lo-scalatore-e-il-partigiano/">Ettore Castiglioni, lo Scalatore e il Partigiano</a> proviene da <a href="https://www.ilgiardinetto47.it">ilgiardinetto47</a>.</p>
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		<item>
		<title>Libera-mente</title>
		<link>https://www.ilgiardinetto47.it/libera-mente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[brrr]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 19:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiardinetto47.it/?p=2034</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Quando la testa ti si confonde e la mente ti si intorpidisce Quando pensi di essere troppo vecchio, troppo giovane, troppo furbo o troppo scemo Quando resti indietro e perdi il passo Avanzando al rallentatore o nella corsa affannata della vita                           [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/05/DSC01649-e1432701423498.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-2039 aligncenter" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/05/DSC01649-1024x680.jpg" alt="" width="900" height="598" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando la testa ti si confonde e la mente ti si intorpidisce<br />
Quando pensi di essere troppo vecchio, troppo giovane, troppo furbo o troppo scemo<br />
Quando resti indietro e perdi il passo<br />
Avanzando al rallentatore o nella corsa affannata della vita                                                                                                                                               Qualsiasi cosa faccia se cominci ad arrenderti<br />
Se il vino non arriva all&#8217;orlo della tua tazza<br />
Se il vento ti coglie di fianco aggrappato con una mano<br />
E l&#8217;altra comincia a scivolare e le emozioni sono sparite<br />
Ed alla caldaia del tuo treno serve una nuova scintilla per attizzare il fuoco<br />
Ed è facile trovare la legna ma sei troppo pigro per andarla a prendere<br />
E il tuo marciapiede comincia a ondularsi e la strada si fa troppo lunga<br />
E ti metti a camminare all&#8217;indietro anche se sai che è sbagliato<span id="more-2034"></span><br />
E la tristezza viene su mentre il giorno va giù<br />
E il mattino di domani sembra così lontano<br />
E senti che le redini del tuo pony ti scivolano<br />
E la fune ti sfugge perché le mani ti sudano<br />
E il tuo deserto inondato di sole e le tue valli lussureggianti<br />
Si mutano in slums cadenti e in vicoli pieni d&#8217;immondizia<br />
E il tuo cielo piange acqua e il tuo innaffiatoio perde<br />
E il tempo balena e il tuono rimbomba<br />
E le finestre tintinnano e si spezzano e le cime dei tetti ondeggiano<br />
E il tuo intero mondo cozza e sbatte<br />
E i tuoi minuti di sole si tramutano in ore di bufera<br />
E qualche volta dici a te stesso<br />
&#8220;Non avevo mai pensato che sarebbe stato così<br />
Perché non me l&#8217;hanno detto il giorno che sono nato&#8221;</p>
<p>E ti vengono i brividi e i sudori ti fanno trasalire<br />
E cerchi qualcosa che non hai ancora trovato<br />
E sei fino al ginocchio in acqua torbida con le mani per aria<br />
E tutto il mondo ti guarda come se sbirciasse dalla finestra<br />
E la tua ragazza ti pianta e se ne scappa via<br />
E il tuo cuore si sente male come il pesce quando frigge<br />
Ed il martello ti cade di mano sui piedi<br />
E ne hai un bisogno tremendo ma quello è giù in strada<br />
E il tuo campanello trilla forte ma tu non lo senti suonare<br />
E pensi di esserti fatto male alle orecchie<br />
O di esserti offuscato gli occhi con lo sporco accecante<br />
E ti sei immaginato di essere svenuto nella calca di ieri<br />
Quando sei stato ingannato e fatto fesso con un bluff<br />
Mentre tu avevi in mano tre donne<br />
E ti rende furioso, ti fa venire rabbia<br />
Come nel mezzo della rivista Life<br />
Saltellando intorno a un flipper<br />
E hai qualcosa in mente che vuoi dire<br />
Che qualcuno in qualche posto dovrebbe sentire<br />
Ma ti sta appioccicato alla lingua e sigillato in testa<br />
E ti tormenta mentre te ne stai a letto<br />
E per quanto ti sforzi non riesci proprio a dirlo<br />
E hai paura fino in fondo all&#8217;anima di dimenticarlo<br />
E gli occhi ti si fanno acquosi dalle lacrime che hai nella testa<br />
E i tuoi cuscini di piume diventano coperte di piombo<br />
E la bocca del leone si apre e tu fissi i suoi denti<br />
E le sue mascelle cominciano a chiudersi su di te<br />
E tu sei bocconi sulla pancia con le mani legate dietro<br />
E vorresti non aver mai seguito quell&#8217;ultimo segnale di deviazione<br />
E dici fra te e te ma che cosa sto facendo<br />
Su questa strada che sto percorrendo, su questo sentiero che sto imboccando<br />
Su questa curva su cui sto sostando<br />
Su questo percorso su cui passeggio, nello spazio che sto occupando<br />
In quest&#8217;aria che sto inalando<br />
Sono forse troppo confuso, sono forse troppo stordito<br />
Perché cammino, dove corro<br />
Che cosa dico, che cosa so<br />
Su questa chitarra che suono, su questo banjo che strapazzo<br />
Su questo mandolino che strimpello, nella canzone che canto<br />
Nel motivo che fischietto, nelle parole che scrivo<br />
Nelle parole che penso<br />
In questo oceano di ore che continuamente bevo<br />
Chi sto aiutando, che cosa sto rompendo<br />
Che cosa sto dando, che cosa sto prendendo<br />
Ma tu fai del tuo meglio con tutta l&#8217;anima<br />
Per non pensare mai a queste cose e per non lasciare mai<br />
Che questo genere di pensieri guadagni terreno<br />
O ti faccia battere forte il cuore<br />
Ma poi capisci di nuovo perché stanno lì<br />
In attesa dell&#8217;opportunità di insinuarsi e piombare giù<br />
Perché qualche volta li senti quando giunge furtiva la notte<br />
E hai paura che ti possano cogliere nel sonno<br />
E balzi giù dal letto lasciando l&#8217;ultimo capitolo dei tuoi sogni<br />
E non ti ricordi per quanto ti sforzi a pensare<br />
Se eri tu che gridavi nel sogno<br />
E sai che è qualcosa di speciale che ti occorre<br />
E sai che non c&#8217;è medicina che riuscirà a guarirti<br />
Né liquore in tutto il paese che ti faccia smettere di sanguinare il cervello</p>
<p>E ti occorre qualcosa di speciale<br />
Sì, hai bisogno davvero di qualcosa di speciale<br />
Hai bisogno di un superrapido su di un binario ciclonico<br />
Che ti proietti da qualche parte e ti riproietti indietro<br />
Hai bisogno di un vento da tornado sul fischio di una locomotiva<br />
Che squassa e stride e suona da sempre<br />
Che conosce cento volte i tuoi guai<br />
Ti occorre un Greyhound bus senza discriminazioni di razza<br />
Che non riderà per il tuo aspetto<br />
La tua voce o la tua faccia<br />
E per quante scommesse siano state fatte<br />
Continuerà a viaggiare anche dopo la moda del bubblegum<br />
Ti serve qualcosa che apra nuove porte<br />
Per mostrarti qualcosa che hai già visto prima<br />
Ma a cui cento o più volte non hai badato<br />
Ti occorre qualcosa che ti apra gli occhi<br />
Ti occorre qualcosa che faccia sapere<br />
Che sei tu e nessun altro che possiede<br />
Il posto su cui stai in piedi, lo spazio su cui siedi<br />
Che il mondo non ti ha battuto<br />
Che non ti ha messo a terra<br />
Che non può farti impazzire per quante<br />
Volte tu venga preso a calci<br />
Ti occorre davvero qualcosa di speciale<br />
Ti occorre qualcosa di speciale per darti speranza<br />
Ma la speranza è solo una parola<br />
Che forse hai detto o forse hai sentito<br />
In qualche angolo ventoso dietro un&#8217;ampia curva</p>
<p>Ma è di questo che hai bisogno, amico, e ne hai un bisogno dannato<br />
E il tuo guaio è che lo sai fin troppo bene<br />
Perché guardi e ti vengono i brividi<br />
Perché non lo puoi trovare su un biglietto da un dollaro<br />
E non è sul davanzale della finestra di Macy<br />
E non è sulle mappe stradali di ricchi ragazzi<br />
E non è nei club studenteschi di grassi ragazzi<br />
E non si fabbrica nei germi del grano di Hollywood<br />
E non è su quel palcoscenico dalle luci fioche<br />
Su cui sta quell&#8217;attore imbecille<br />
Che farnetica e blatera e ti porta via i soldi<br />
E tu pensi che è buffo<br />
No non lo puoi trovare in nessun night club o yacht club<br />
E non è nelle poltrone di un club esclusivo<br />
E ti è pure dannatamente chiaro<br />
Che per quanto strofini forte<br />
Non lo troverai davvero sul tuo scontrino<br />
No, e non è nelle chiacchiere che senti raccontare<br />
E non è nelle lozioni per foruncoli che ti vendono<br />
E non è in nessuna casa di cartone<br />
O dentro la camicetta di una diva del cinema<br />
E non puoi trovarlo sul campo da golf<br />
E non può dartelo lo Zio Remo e neppure Babbo Natale<br />
E non è nelle acconciature a bignè o nei vestiti sgargianti di cotone<br />
E non nei manichini dei magazzini o nei brutti ceffi del bubblegum<br />
E non è nei suoni caramellosi delle voci da torta al cioccolato<br />
Che vengono a battere e bussare in confezione natalizia<br />
Dicendo come son graziosa e come son carina e guardate la mia pelle<br />
Guardate la mia pelle luccicare, guardate la mia pelle scintillare<br />
Guardate la mia pelle ridere, guardate la mia pelle piangere<br />
Quando non capisci neanche se hanno gli intestini<br />
Questa gente così bellina coi loro nastri ed inchini<br />
No né oggi né mai<br />
Lo troverai sui gradini fatti di papier maché<br />
E dentro la gente fatta di melassa<br />
Che un giorno sì l&#8217;altro no comprano un nuovo paio di occhiali da sole<br />
E non è nei generali con cinquanta stellette e nei mentecatti fasulli<br />
Che ti fregherebbero per un decimo d&#8217;un centesimo<br />
Che respirano e ruttano e si piegano e si spezzano<br />
E prima che tu possa contare fino a dieci<br />
Lo rifaranno ancora ma questa volta dietro le tue spalle<br />
Amico mio<br />
Quelli che fanno dietrofront e trafficano e girano e roteano<br />
E si imbrogliano l&#8217;un l&#8217;altro nel loro mondo giocattolo<br />
E non puoi trovarlo neppure nei cretini senza talento<br />
Che vanno in giro tronfi<br />
E fissano tutte le regole per quelli che hanno talento<br />
E non è in quelli che non hanno talento ma pensano di averlo<br />
E credono di farti fesso<br />
Quelli che saltano sull&#8217;autobus<br />
Solo per un po&#8217; perché sanno che è di moda<br />
Se la spassano e poi saltano giù in fretta<br />
E si fanno i soldi e le donne in ogni maniera<br />
E tu gridi fra te e te e butti per terra il cappello<br />
Dicendo, &#8220;Cristo devo essere anch&#8217;io così?<br />
Non c&#8217;è nessuno qui che sa in che situazione sono<br />
Non c&#8217;è nessuno qui che sa come mi sento<br />
Buon Dio Onnipotente<br />
QUESTA ROBA NON E&#8217; VERA&#8221;</p>
<p>No, ma questo non è il tuo gioco, non è neppure la tua corsa<br />
Non senti il tuo nome, non vedi il tuo viso<br />
Devi guardare da qualche altra parte<br />
E dove cerchi questa speranza che insegui<br />
Dove cerchi questa lampada che arde<br />
Dove cerchi questo pozzo che sprizza petrolio<br />
Dove cerchi questa candela che luccica<br />
Dove cerchi questa speranza che sai esistere<br />
Laggiù da qualche parte<br />
E i tuoi piedi possono percorrere solo due tipi di strade<br />
I tuoi occhi possono guardare solo attraverso due tipi di finestre<br />
Il tuo naso può annusare solo due tipi di corridoi<br />
Puoi toccare e torcere<br />
E girare due tipi di maniglie<br />
Puoi andare o in una chiesa di tua scelta<br />
O puoi andare al Brooklyn State Hospital</p>
<p>Troverai Dio nella chiesa di tua scelta<br />
Troverai Woody Guthrie al Brooklyn State Hospital<br />
E anche se è solo la mia opinione<br />
e può essere giusta o sbagliata<br />
Li troverai entrambi<br />
Nel Gran Canyon<br />
Al tramonto.</p>
<p>&#8220;ULTIMI PENSIERI SU WOODY GUTHRIE&#8221;, B. Dylan</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/05/P1060008.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2038" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/05/P1060008.jpg" alt="P1060008" width="3648" height="2736" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Capodanno in rifugio</title>
		<link>https://www.ilgiardinetto47.it/capodanno-rifugio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 22:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Casera Veccchia di Varrone]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzo dei Tre Signori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capodanno 2015. Diaspora del Giardinetto. Diciamolo pure: ci eravamo abituati bene. Da qualche anno una costola più o meno numerosa del Giardinetto si era ritagliata un tempo a cavallo di capodanno e un luogo con neve per festeggiare assieme. Quest&#8217;anno però, per una ragione o per l&#8217;altra, questo bel proposito è sfumato e ognuno ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capodanno 2015. Diaspora del Giardinetto.</p>
<p>Diciamolo pure: ci eravamo abituati bene. Da qualche anno una costola più o meno numerosa del Giardinetto si era ritagliata un tempo a cavallo di capodanno e un luogo con neve per festeggiare assieme. Quest&#8217;anno però, per una ragione o per l&#8217;altra, questo bel proposito è sfumato e ognuno ha preso strade diverse&#8230;</p>
<p>E così io e Sara, forse non proprio in un momento di grande lucidità, abbiamo partorito un&#8217;idea geniale: capodanno in un bivacco!! Cioè, proprio un bivacco: non gestito, ma magari attrezzato con almeno una stufetta, giusto per gustare in un ambiente vivibile il prelibato risottino in busta cucinato su fornelletto a gas. Il problema stava nel fatto che la mattina avremmo lavorato entrambi, e non avremmo avuto a disposizione abbastanza tempo per raggiungere mete affidabili, tipo il bivacco Cecchini allo Spluga o il Cederna in Val Fontana. Così abbiamo ristretto la ricerca ai bivacchi del &#8220;nostro&#8221; lecchese, ma alla fine non siamo riusciti a trovarne neanche uno in grazia di dio. Prima di gettare la spugna, però, ci siamo rivolti a San Google, nella speranza che ci facesse la grazia, e… ecco apparire come una stella cometa il segno che cercavamo: un cenone di capodanno con pernotto al rifugio Casera Vecchia di Varrone! Chiamiamo il 29 e lo troviamo sold out, ma Antonella, la rifugista, ci dice che una coppia deve ancora dare conferma, lasciandoci appesi ad una piccola speranza. Il giorno dopo la speranza si concretizza e così ci prepariamo all&#8217;agognato capodanno montano.</p>
<p>Il 31 ci mettiamo in viaggio verso le due e un quarto alla volta di Premana che raggiungiamo dopo un&#8217;ora e mezza scarsa di macchina. Il tempo è incerto, ma non è un grosso problema: l&#8217;avvicinamento al rifugio dovrà durare il meno possibile senza la possibilita&#8217; di guardarci troppo in giro. Lasciamo l&#8217;auto in centro, al parcheggino della Coop, che si offre gentilmente agli escursionisti nei gironi festivi. Scendiamo le scale seguendo le indicazioni di un inequivocabile cartello segnaletico e ci dirigiamo verso il piccolo nucleo abitativo di Gebbio, a partire dal quale ci mettiamo in cammino verso il rifugio. Sono le quattro passate e la luce inizia già ad affievolirsi. Il sentiero che percorriamo e&#8217; in realtà una larga mulattiera, denominata &#8220;Via del ferro&#8221;, riadattata nel XIX secolo dagli Asburgo a partire da un&#8217;antica via di comunicazione di epoca pre-romana, per sfruttare i ricchi giacimenti di ferro della Val Varrone.</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/7.-Alpe-Forni.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1716" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/7.-Alpe-Forni-300x200.jpg" alt="Alpe Forni" width="350" height="233" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/7.-Alpe-Forni-300x200.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/7.-Alpe-Forni-200x133.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/7.-Alpe-Forni.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Dopo poco arriviamo all&#8217;alpe Forni, un villaggio di vecchie baite, sviluppatosi sotto l&#8217;impulso dell&#8217;industria metallurgica. Sebbene le miniere siano ormai abbandonate da più di un secolo, alcune abitazioni sono state ristrutturate di recente, segno di una vitalità che resiste al di là delle ragioni dell&#8217;economia e delle leggi della moderna comodità. Ci fermiamo brevemente per un sorso di te caldo e ripartiamo alla volta del rifugio. Luce e calore ci hanno lasciati al nostro cammino quando entriamo nel bosco di larici in corrispondenza dell&#8217;alpe Vegessa, oltre il quale proseguiamo in piano per un lungo tratto prima dei tornanti finali che conducono alla conca del rifugio.</p>
<p>Sono le sei e mezza circa, e pensiamo di essere in ritardo per il cenone, ma appena varcata la soglia dell&#8217;accogliente rifugio, ci accorgiamo che un&#8217;altra coppia di ragazzi ci ha preceduto di poco. Subito veniamo &#8220;presi in consegna&#8221; da Antonella che ci conduce nella depandance a fianco dell&#8217;edificio principale, dove ci sistemiamo in una stanzetta con solo il nostro letto a castello. Nella camerata di fianco, più grande e già occupata, troviamo una stufa crepitante, vicino alla quale disponiamo i vestiti madidi del sudore della salita. Proviamo anche a darci una rinfrescata sfruttando il lavello del bagno, ma abbiamo non poche difficoltà a gestire la temperatura dell&#8217;acqua, troppo&#8230; calda!!! Paradossale, considerando i -10 gradi esterni.</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/1.Cenone.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1700" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/1.Cenone-300x200.jpg" alt="Capodanno 2015 - Cenone" width="350" height="233" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/1.Cenone-300x200.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/1.Cenone-200x133.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/1.Cenone.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<p>Finalmente, in condizioni di minima decenza igienica, ci trasferiamo nell&#8217;edificio centrale del rifugio, dove conosciamo gli altri commensali. Tiriamo un  sospiro di sollievo nel vedere che la quasi totalità dei presenti sono  ragazzi fra i 30 e i 40 anni: già ci immaginavamo ad un tavolo di vecchi lupi di montagna a cantare canzonacce mezzi ubriachi&#8230; che poi non è neanche cosi male, ma sarà per la prosssima gita! Così finiamo al tavolo con altre simpatiche coppie: Alice &amp; Jonhatan, Martina &amp; Riccardo, Ilaria &amp; Enrico, con i quali si crea subito un clima di convivialità, favorito dall&#8217;ottima cena, servita dall&#8217;affiatato team del rifugio, e da una sintonia di caratteri e ravvivata tra primo e secondo da un partitone a Tabù, che immette adrenalina fresca fresca nelle nostre stanche membra. Anche le altre tavolate sembrano divertirsi molto, contribuendo a rendere allegramente chiassosa la sala. L&#8217;unica punta di malinconia e&#8217; rappresentata dal piccolo altare domestico posto sopra il caminetto a ricordo di Angelo, lo storico ex rifugista, partito qualche anno fa per l&#8217;ultima salita. La serata scorre leggera e briosa fino alla presunta mezzanotte, il momento di passaggio; dopo qualche  brindisi e una fetta di panettone, io e Sara salutiamo e ringraziamo per la lieta compagnia. Per il giorno dopo avevamo infatti un proposito ambizioso e forse un po&#8217; masochista: sveglia prima dell&#8217;alba e salita al Pizzo dei Tre Signori ! Cosi&#8217; trasciniamo la nostra stanchezza fino alla depandance, a cui nel frattempo era mancato il fondamentale contributo della stufa e ci corichiamo infreddoliti.</p>
<p>Il nostro capodannno inizia molto presto: cinque e un quarto sveglia, colazione, che Antonella ci ha approntato in sala pranzo e partenza un&#8217;ora più tardi, ramponi ai piedi e frontale accesa. Ci immergiamo in un buio in lotta con luna e stelle, in direzione dell&#8217;evidente sentiero che conduce al rifugio FALC, in un silenzio totale. Il cammino procede ritmato per i comodi tornanti sino a che la larga carrareccia ritorna un sentiero: da qui in poi la coltre di neve iniza a inspessirsi, costringendoci ad un notevole supplemento di fatica. Quando raggiungiamo il FALC però, lo sforzo della salita viene generosamente ricompensato dalla prima alba dell&#8217;anno che colora il cielo occidentale di sfumature calde e illumina le cime innevate dell&#8217;alta Val Varrone.</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/2.Alba1_.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1701" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/2.Alba1_-300x199.jpg" alt="Capodanno 2015 - 2.Alba1" width="350" height="233" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/2.Alba1_-300x199.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/2.Alba1_-200x133.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/2.Alba1_.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a> <a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/3.ALba3_.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1702" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/3.ALba3_-300x200.jpg" alt="Capodanno 2015 - 3.Alba2" width="350" height="233" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/3.ALba3_-300x200.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/3.ALba3_-200x133.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/3.ALba3_.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<p>Dopo qualche attimo di indecisione decidiamo di proseguire la salita, incoraggiati da un cielo senza nuvole e dai primi raggi di sole.</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/5.Verso-il-PIzzo.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1714" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/5.Verso-il-PIzzo-300x199.jpg" alt="Verso il Pizzo" width="350" height="233" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/5.Verso-il-PIzzo-300x199.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/5.Verso-il-PIzzo-200x133.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/5.Verso-il-PIzzo.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Dopo i primi metri di neve soffice, appena sopra il rifugio, traversiamo in orizzontale un pendio ripidissimo con il provvido aiuto delle piccozze appena sguainate. Sotto lo sguardo imponente e severo del Pizzo di Trona, giungiamo ad uno sperone roccioso che aggiriamo a destra, portandoci sugli ampi pendii che conducono al Pizzo dei Tre Signori. La salita si rivela lunga, più di quanto ci aspettassimo, ma passo dopo passo, pendio dopo pendio, arriviamo in vista della croce di vetta, solcando la neve morbida e asciutta inframmezzata da lembi di neve più ventata e dura, che ci fanno respirare un po&#8217;.</p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/6.-In-vetta-al-Pizzo.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1715" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/6.-In-vetta-al-Pizzo-200x300.jpg" alt="In vetta al Pizzo" width="233" height="350" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/6.-In-vetta-al-Pizzo-200x300.jpg 200w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/6.-In-vetta-al-Pizzo.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px" /></a>Finalmente dopo un ultimo ripido tratto, raggiugiamo la cima del Pizzo dei Tre Signori, punto di convergenza delle province di Lecco, Bergamo e Sondrio, inondata di sole. La giornata è magnifica, l&#8217;aria tersa. Rimaniamo qualche minuto a godere dello sconfinato panorama, che abbaccia buona parte dell&#8217;arco alpino e concede fantastici primi piani sulle numerose cime delle prealpi lecchesi e orobiche, Grigne e Resegone su tutte. Improvvisamente avvertiamo dei rumori alle nostre spalle che presto si rivelano i rapidi passi di un ragazzino in tutina che, con scarpe da corsa e senza ramponi, ci raggiunge in cima, fresco come una rosa sentenziando soddisfatto &#8220;due ore e trenta&#8221;, il tempo impiegato per raggiungere il Pizzo da Valtorta, 1500 metri piu&#8217; in basso sul versante bergamasco. Dopo qualche foto di rito prendiamo la via del ritorno, seguendo fedelmente le nostre tracce, che ci ricordano ad ogni passo la fatica della salita. In breve siamo al traverso, che ripercorriamo con piu&#8217; attenzione per via della neve che nel corso delle ore si è ammorbidita e quindi al rifugio FALC, dove incontriamo i nostri commensali della sera prima. Giungiamo al Casera Vecchia giusto giusto per mangiare un boccone, salutare Antonella, a cui annunciamo orgogliosi di aver raggiunto il Pizzo, e recuperare il nostro materiale, prima di ridiscendere a Premana.</p>
<p>Il 2015 sarà anno di grandi sfide, ma se il buongiorno si vede dal mattino, credo proprio che potremo affrontarlo con un sano ottimismo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Note logistiche:</h5>
<p><span style="font-size: 10pt;">L&#8217;itinenario per arrivare al rifugio e&#8217; ottimamente dettagliato sull&#8217;affidabilissimo sito Diska: <a href="http://www.diska.it/rifcaseravv.asp" target="_blank">Rifugio Casera Vecchia di Varrone</a></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Qui sotto potete trovare il percorso da Premana al rifugio Casera Vecchia di Varrone su iframe interattivo di Google Earth</span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://www.nearby.org.uk/google/fake-kmlgadget.html?kml_url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiardinetto47.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F01%2Fcasera.kmz&amp;view_mode=earth&amp;lat=&amp;lng=&amp;zoom=&amp;earth_sphere=earth&amp;maps_default_type=map" width="700" height="500" scrolling="auto"></iframe></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Cartina Kompass della zona (Pizzo dei Tre Signori compreso):</span></p>
<p><a href="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/Valvarrone-kompass.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1731 " src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/Valvarrone-kompass.jpg" alt="Valvarrone-kompass" width="700" height="380" srcset="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/Valvarrone-kompass.jpg 902w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/Valvarrone-kompass-300x163.jpg 300w, https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2015/01/Valvarrone-kompass-200x109.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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		<title>Calendario Canzi 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 17:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo: dopo anni di trepidante attesa, il Calendario Canzi vede finalmente la luce. La risposta del Giardinetto al calendario Pirelli e&#8217; oggi a disposizione gratuita di tutti nella prima (e probabilmente unica) edizione. Potete visualizzarlo e scaricarlo in alta qualità (20 Mb ca.) direttamente dal viewer qui sotto: &#160; Buon 2015 a tutti!! &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo: dopo anni di trepidante attesa, il Calendario Canzi vede finalmente la luce.<br />
La risposta del Giardinetto al calendario Pirelli e&#8217; oggi a disposizione gratuita di tutti nella prima (e probabilmente unica) edizione.</p>
<p>Potete visualizzarlo e scaricarlo in alta qualità (20 Mb ca.) direttamente dal viewer qui sotto:</p>
<p><iframe loading="lazy" width="650" height="520" src="https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/plugins/pdf-viewer-for-wordpress/web/viewer-shortcode.php?file=https://www.ilgiardinetto47.it/wp-content/uploads/2014/11/Calendario-Canzi-2015.pdf&download=true&print=true&fullscreen=true&share=false&zoom=true&open=true&logo=true&pagenav=true&find=true#locale=en-US"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon 2015 a tutti!!</p>
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