Val Formazza
NOTE TECNICHE
- Punto di partenza: Riale, 1730m
- Quota di arrivo: 3273m
- Dislivello: ~1600m
- Sviluppo complessivo: 19,0 Km (andata e ritorno)
- Tempo di salita: 1h30′ – 1h45′ fino al rifugio Maria Luisa, poi 4h00′ – 4h30′ dal rifugio alla vetta
- Esposizione prevalente: N-E
- Periodo consigliato: Marzo-Aprile
- Difficoltà: BSA
- Impegno alpinistico: 4 (attraversamento del ghiacciaio del Basodino e cresta finale rocciosa da percorrere a piedi, con sci lasciati al deposito: ramponi e piccozza indispensabili, corda da valutare a seconda delle condizioni)
INDICAZIONI STRADALI
Da Milano prendere la A8 dei Laghi e successivamente la A26 in direzione Gravellona Toce, proseguendo poi lungo la E62 nella Val d’Ossola fino all’uscita di Crodo. Si risale la valle per Baceno, Premia e la Val Formazza, superando le cascate del Toce, fino al termine della strada a Riale, dove si lascia l’auto nel parcheggio sterrato appena prima della fine della strada (~1730m, circa 2h15′ da Milano).
SALITA
Dal parcheggio si segue la pista da sci di fondo fino ad incrociare la stradina che sale al passo San Giacomo. Tagliando i tornanti nei punti più convenienti si raggiunge il pianoro che porta in breve al rifugio Maria Luisa (2160m), dove e’ possibile pernottare. Se si opta per effettuare la salita in giornata, si risalgono i pendii a destra poco prima di arrivare alla piana del rifugio.
Dal rifugio si procede verso est lungo l’ampio pianoro, guadagnando quota con pendenza moderata fino a circa 2350m, ai piedi dell’evidente canale che sale verso il confine. Lo si risale (pendenza sostenuta, attenzione alle condizioni della neve) fino alla Bocchetta di Kastel, affacciata sul versante svizzero. Da qui si perde un po’ di quota per scendere sul ghiacciaio del Basodino, che si risale verso sud lungo ampi pendii regolari, prestando attenzione ai crepacci, fino alla base della cresta finale (~3140m), dove si lasciano gli sci. Con piccozza e ramponi si percorre a piedi la cresta rocciosa fino alla vetta (3273m): noi l’abbiamo salita slegati, ma a seconda delle condizioni può essere necessario procedere in cordata.
DISCESA
Si scende lungo l’itinerario di salita: dal deposito sci si sciano i bei pendii del ghiacciaio fino alla sua base, da dove occorre rimettere le pelli per risalire alla Bocchetta di Kastel. Da qui si scende il canale e quindi l’ampio pianoro fino al rifugio Maria Luisa, e da questo, ripercorrendo la stradina e la pista di fondo, a Riale.
COMMENTO
Grande classica di confine, da affrontare con calma in due giorni appoggiandosi al rifugio Maria Luisa: la salita del primo pomeriggio è breve e permette di partire all’alba il giorno dopo con tutto il tempo per il lungo dislivello. Il canale che porta alla Bocchetta di Kastel e l’arrivo sul ghiacciaio aprono un ambiente di alta montagna sorprendente, mentre la cresta finale, da percorrere a piedi con ramponi e piccozza, regala un tocco alpinistico che rende la vetta ancora più appagante. Dalla cima il panorama spazia dalle Alpi Ticinesi al Monte Rosa. La discesa sui pendii del ghiacciaio, con buona neve, è di grande soddisfazione; la risalita alla bocchetta e il canale richiedono invece un po’ di attenzione, prima di rilassarsi sulla neve del pianoro e concedersi una sosta al rifugio.
Noi abbiamo salito il Basodino in un weekend particolarmente freddo, con vento forte e gelido. Abbiamo trovato neve ottima dalla Bocchetta di Kastel fino al rifugio Maria Luisa, mentre sul ghiacciaio la neve era dura, con molti sastrugi.
Salita da Mazzo, Liuk e Andrea Prina, 27-28/3/2026
Relazione a cura di Mazzo
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