Falesia del Leves (triangolo lariano)

In effetti d’estate non è semplice trovare una falesia adatta ai nostri gusti nei dintorni di Lecco.

“Troppo calda”, “troppo umida dopo le piogge”, “troppo unta”, “troppo facile”, “troppo avvicinamento”, “troppi bastoni” … e per finire, quando non si riesce a trovare cosa c’è di “troppo” nella proposta del giorno, non può mancare il lapidario: “posto di merda”.

Che poi: parlando del Gavatoio, uno degli ultimi posti visitati in questo afoso agosto, l’appellativo “di merda” non gli va poi proprio così stretto limitando il giudizio ai primi 5 minuti dal parcheggio alla falesia.

Tutt’altra cosa invece la nuovissima falesia del Leves (giugno 2018), come dire dalle stalle alle stelle.

Non può passare inosservato il contesto del paesaggio che la circonda, dove il lago di Como è visibile quasi in tutta la sua lunghezza e offre una balconata impagabile sul versante ovest delle Grigne.

Avvicinamento per un bosco magnifico, rapido, in leggera discesa ma non adatto ai bambini perchè stretto, a tratti sdrucciolevole e a piombo sul ripido versante sopra il lago. Ciliegina sulla torta la base larga e comoda dove è possibile pure appendere un’amaca agli alberi.

Agli amanti della sigaretta: se proprio vi disturba mettere un sacchetto nello zaino e riportare il tutto a casa, fate almeno la cortesia di gettare i mocci nelle lattine legate ai tronchi degli alberi. Qui non vi si fa mancare nulla.

La falesia ha esposizione Nord-Est (wow!), tuttavia anche se in ombra potrebbe farsi sentire l’umidità in assenza di ventilazione.

Ci siamo andati un giorno dopo forti piogge della sera prima e la roccia era ben asciutta (wow!wow!).

Sono stati attrezzati al momento due settori, un terzo in fase di sistemazione ma la quantità di roccia fruibile sembra davvero tanta e, si spera, di ottima qualità.

NONOSTANTE GLI ENCOMIABILI LAVORI DI PULIZIA, IL POSTO E’ NUOVISSIMO; ALCUNE LINEE TOCCANO INEVITABILMENTE ZONE CON ROCCIA ROTTA O NON PERFETTAMENTE BONIFICATA DAI PASSAGGI.

Tradotto per coloro i quali fossero da poco usciti dal Rockspot: oltre ad usare il casco, il nostro suggerimento è di non cacareilcazzo ai giovani chiodatori con le menate della roccia pericolosa e invece, se proprio non volete tornare a misurarvelo sui tiri con prese perfette e coloratissime, date un vostro contributo al popolo verticale portandovi all’imbrago un piccolo attrezzo per la pulizia delle poche zone ancora con erba e sassi mobili (ad esempio un cavanut può fare il suo porco servizio).

I nomi con i gradi proposti sono indicati sotto ciascun tiro, anche se secondo il nostro inutile parere ci balla il solito 1/2 grado. Qui sotto i primi 5 fatti, gli altri li completeremo dopo una seconda visita.

“Mira sto clito” – 5c                20m   (ci è risultato oscuro il significato del nome…)

“Pesce palla”  – 6a/+              25m   (bel riscaldamento di avambracci)

“Gandalf e Smigol” – 6a+      20m

“Moschettone rosso”  – 6b+  30m   (molto bello)

“Sasso cuore” – 6b               25m   (molto bello)

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