La scarpa igienica / Quo vadis? Ubi me paret!

Antimedale – La scarpa igienica / Quo vadis? Ubi me paret!

La scarpa igienica: M. Galli, M. Garota, G. Ferrario (1986),  risistemata nel 2016 da F. Valseschini

Quo vadis? Ubi me paret!: P. Vitali, L. Fantoni (1985),  risistemata nel 2016 da F. Valseschini

Sud-Est, 200m, 6 tiri, TD (6c, obbl. 6a+)

 

Combinazione di due vie molto divertenti e per nulla scontate; l’affollamento sulle altre classiche e bisunte potrebbe comunque creare qualche noia e intralcio alle soste. Di recente ammodernamento con nuove soste e sostituzione dei vecchi spit con nuovi fix, più i chiodi esistenti, rimane più impegnativa delle altre vicine e necessita di qualche integrazione con stopper/friends per ridurre la distanza tra le protezioni.

Da fare prima dei caldi di maggio quando anche qui potrebbe iniziare a fiorire la mala erba urticante.

icona    ACCESSO

Come per tutte le vie dell’Antimedale, portarsi alla frazione Rancio e in ripidissima salita lungo la via Quarto fino al termine della strada (stanga chiusa). Qui possibilità di parcheggio fino a massimo quattro auto; meglio lasciarla a bordo strada poche centinaia di metri prima della stanga.

Oltrepassata la stanga, al primo tornante andare a sinistra su sentiero seguendo le indicazioni per il pilastro Irene (ferrata Alpini della Medale). Dopo circa duecento metri e a monte della rete paramassi superare un breve zoccolo di roccia lucidata dai numerosi passaggi, e da qui per evidente sentiero dentro il bosco fino a passare sulla destra di un cavo metallico tendirete. Imboccare la ripida traccia fino alla pietraia che scende dal canale dell’Antimedale, abbandonando a destra il sentiero pianeggiante che va alla ferrata; risalire pochi minuti la pietraia e portarsi alla base della placca della “via degli Istruttori” (scritta sbiadita, 20 minuti dall’auto).

icona   ATTREZZATURA

Via ben attrezzata con un mix di qualche chiodo e fix nei punti giusti. Utile avere comunque un set di stopper medi e friends da #0.3 al #1 BD C4. Mezze corde da 60m o singola da 80m. Con eccezione delle soste di Quo vadis? (fix + 2 ch) tutte le altre sono fatte da 2 fix oppure 1 fix + 1 resinato, eventualmente da collegare.

NOTA: la parte più pericolosa arrampicando in Antimedale resta sempre l’uscita dalle vie dove i sassi mobili potrebbero scaricarsi sulla parete sottostante anche a causa dello sfregamento delle corde.

Sarebbe bello che ciascuno ripetendo queste due belle vie si adoperasse un poco nel rimuovere erba e piccoli rovi che disturbano talvolta la progressione.

icona  DISCESA

Dalla sosta di uscita della via aggirare le rocce di sinistra in discesa (viso a monte) e guadagnare il sentiero con catene che porta verso il canale di discesa e velocemente alla base.

icona  VIA

Vedere le seguenti note.

SCARPA IGIENICA

1° tiro: Si salgono le facili placche con balze della via degli Istruttori, evitando la prima sosta che si incontra e proseguendo altri dieci metri più sopra sostando su comodo terrazzo. 45m. III+, 3 resinati.

2° tiro: Dritti superando il muretto a destra sopra la sosta e dopo circa 15 metri si trova la scritta in blu “Scarpa igienica” con freccia che indica la decisa deviazione in diagonale verso sinistra. Superare un primo diedro e più sopra un vago sperone con placca e belle lame. E’ consigliabile NON fare sosta intermedia su fix collegato a clessidra con cordino, ma continuare restando su vago pilastro e all’altezza di una nicchia con albero a sx spostarsi decisamente a destra facendo sosta comoda nella nicchia di sosta S3 della via degli Istruttori. 60m. 6a, 7 fix + clessidre.

3° tiro: Abbandonare la sosta traversando alcuni metri verso sinistra fin sotto un muretto con fessura orizzontale alla base. Salire decisi verso il fix su roccia stupenda e continuare in leggero diagonale verso destra salendo la placca concava con passi obbligati e delicati. Sosta su gradino su fix + resinato (qui incrocia la via degli Istruttori). 25m. 6a+, 4 fix.

QUO VADIS? UBI ME PARET!

4° tiro: Spostarsi pochi metri a destra della sosta su roccia da verificare, risalire diritti per placca e blocchi fino a raggiungere la base di un breve diedro giallo. Superarlo sulla sua faccia di destra e guadagnare la cengia con erba alla sua sinistra ove si sosta. 20m. 5c, 4 fix.

5° tiro: Dritti su muro bianco sopra la sosta con movimento intenso (1 ch. non visibile in partenza) e poi spostarsi a dx salendo la placca nera fino sotto il tetto fessurato. Afferrare la fessura e seguirla verso sinistra quasi orizzontale, al principio ben ammanigliata per poi diventare stondata e più faticosa verso il suo termine dove si chiude. Obliquare poi verso destra (rovi) più facilmente fino alla comoda cengia sotto piccoli tetti neri. 30m. 6c, 3 fix + 6 ch.

6° tiro: (variante nuova; l’originale, meno interessante, risale il diedro a destra della sosta). Salire diritti fin sotto il piccolo tetto (attenzione al secondo fix alto) e traversare a sx con lame rovesce rimontando la struttura. Con passi delicati spostarsi verso dx lungo una sottile fessura orizzontale e salire con passo di decisione il compatto muretto soprastante. Da qui la via si collega agli ultimi metri di Stelle Cadenti: spostarsi a sx alla base di un diedro unto, risalirlo fino al termine e raggiungere la sosta. 30m. 6b/c, 4 fix + 2 resinati.

Nota: la relazione è riferita a una ripetizione di aprile 2018. A cura di Brambi

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